Il Data Center 03 del Campus Digitale italiano di DATA4 è ANSI TIA 942 Tier IV/ Rating 4

Prosegue con successo il piano di certificazione per il Campus Digitale di Cornaredo inaugurato nel marzo 2016 da DATA4. Dopo la ISO 9001 e la ISO 27001, Bureau Veritas ha assegnato al design del Data Center 03 all’interno del sito tecnologico la ANSI TIA 942 livello Tier IV/ Rating 4 che ne attesta la qualità infrastrutturale garantendo un livello di continuità dei servizi (SLA) del 99,999%.

Garantire i massimi livelli in termini di qualità di servizio, sicurezza e continuità del business. Con questi obiettivi DATA4 ha avviato un percorso di certificazione per il proprio Campus Digitale italiano, inaugurato a Cornaredo nel marzo 2016, che si è arricchito di un fondamentale tassello.

Dopo la ISO 9001 e la ISO 27001, per la gestione della qualità dei processi e della sicurezza delle informazioni, Bureau Veritas ha infatti assegnato al Data Center 03 del sito tecnologico milanese anche la certificazione ANSI TIA 942 livello Tier IV/ Rating 4 che sancisce l’eccellenza nella progettazione esecutiva, architetturale e impiantistica, dell’infrastruttura (design validation), gettando le basi per il conseguimento di una continuità di servizio del 99,995%. Questo parametro viene interpretato in un’ottica ancora più performante da DATA4 che prevede un Service Level Agreement del 99,999%.

Nello specifico l’oggetto della nuova certificazione riguarda le strutture, le sale server, l’architettura, la sicurezza, i sistemi anti-incendio, le componenti elettriche e meccaniche e i sistemi di telecomunicazione.

Un elemento fondamentale nella valutazione dei requisiti richiesti dallo standard ANSI TIA 942 è la ridondanza, sia sotto il punto di vista energetico che infrastrutturale: il Data Center 03 del Campus Digitale italiano di DATA4 ha conseguito anche in questo caso il massimo livello possibile ottenendo la classificazione Tier IV/ Rating 4.

Grazie a questo ulteriore step di certificazione, il campus digitale di Cornaredo si configura come una vera e propria “best practice” per l’Italia considerando che la normativa ANSI TIA è riconosciuta da AGID – Agenzia per l’Italia Digitale – come la norma di riferimento per la certificazione dei Data Center e che anche la Pubblica Amministrazione fa riferimento ad essa per la valutazione dei fornitori di servizi Cloud SaaS.

Cosa i distributori possono aiutare i partner a guidare l’innovazione nel cloud?

Andrea Massari, country manager, Avnet Technology Solutions Italia
Andrea Massari, country manager, Avnet Technology Solutions Italia

La promessa “pay-as-you-go” (paga al consumo) dei servizi IT distribuiti tramite il cloud offre alle organizzazioni una modalità apparentemente facile da seguire per ridurre i costi aziendali e migliorare l’efficienza del flusso di lavoro, un fatto che ha contribuito a sostenere l’adozione su larga scala di questa tecnologia a livello globale. IDC ha previsto che la spesa mondiale per le infrastrutture IT in ambienti cloud crescerà del 12,5% anno su anno, raggiungendo i 57.8 miliardi di dollari nel 2020.

Tuttavia mantenere questa promessa è in realtà un processo complesso per i partner IT di canale, in quanto li costringe a prendere in considerazione profonde modifiche al loro modello di business attuale, potenzialmente già redditizio, chiedendo uno spostamento verso una mentalità di lungo periodo anziché puntare a guadagni a breve termine.

Non c’è da meravigliarsi quindi che alcuni partner si siano mostrati riluttanti a spostare il loro focus verso il cloud. La migrazione richiede nuove competenze che implicano investimenti e per le realtà più piccole questo impegno economico può sembrare eccessivo. Ad esempio, l’elemento tecnico della migrazione è un’attività “una tantum” che richiede un insieme di competenze specifiche che possono essere utilizzate solo una volta durante il periodo di due-tre mesi nel corso del trasferimento e poi non essere più richieste. Investire in queste competenze può causare problemi interni in relazione al costo del personale o per la formazione e, se consideriamo che essi sono impegnati nel miglioramento del ROI eliminando i costi di hardware e investendo nel cloud, questi possono sembrare oneri inutili.

Per fortuna, ci sono molte cose che i distributori sono in grado di fare per mantenere i partner flessibili e agili in preparazione a questo complesso passaggio, per sfruttare al meglio e con successo l’era del cloud.

Considerare le abitudini degli utenti finali
E’ importante ricordare che le organizzazioni chiedono soluzioni cloud adesso: IDC ha previsto che il 70% dei CIO abbraccerà una strategia “cloud first” nel corso del 2016. In un’epoca in cui il cliente è re, le imprese chiedono oggi per il business la stessa flessibilità di cui godono i singoli utenti nella loro vita personale. La fatturazione “pay-as-you-go” potrebbe essere un esempio. Sia il modello a consumo sia quello a sottoscrizione sono oggi in primo piano. Le organizzazioni, infatti, devono avere la possibilità di pagare unicamente ciò che utilizzano.

Spese operative contro spese in conto capitale: è questo attualmente uno dei principali driver per la migrazione verso il cloud e i reparti finanziari amano l’idea di allontanarsi dal processo costoso e ingombrante di acquisto e gestione dell’hardware. I distributori possono aiutare i partner mettendo a disposizione varie opzioni di fatturazione per software e servizi, come l’offerta di modelli di consumo Infrastructure-as-a-Service (IaaS), che si richiama alle nuove abitudini dei consumatori, e i modelli di abbonamento Software-as-a -Service (SaaS). Per molti di loro disporre delle competenze necessarie per creare un’offerta unica e personalizzata per il loro cliente, che combini modelli di consumo con modelli di abbonamento e fornire la “soluzione unica”, rappresenta una sfida importante, una sfida che i distributori, tuttavia, possono facilmente aiutarli ad affrontare.

Offrire soluzioni multi-vendor
Quando guardiamo al quadro più ampio della situazione odierna è facile rendersi conto che sono i vendor a guidare la crescita di questo comparto: molte delle loro offerte, infatti, sono progettate principalmente per l’utilizzo attraverso il cloud. Una tale ampiezza di offerta è un vantaggio importante per i distributori che hanno la possibilità di combinare e integrare soluzioni e servizi diversi e complementari che consentano al partner di offrire ai propri clienti una soluzione cloud completa. Essi possono quindi offrire una proposta realmente unica evitando anche le problematiche legate alla presenza di più fornitori.
Queste soluzioni cloud su misura, “end to end”, gli consentono inoltre di ampliare le loro capacità e diversificare la loro offerta per attrarre nuovi clienti in aree in cui sinora non erano in grado di operare.

Sfruttare le competenze
Mentre le organizzazioni migrano verso il cloud, le competenze tecniche per eseguire la migrazione potrebbero essere scarse o addirittura inesistenti presso alcuni partner che, tuttavia, non devono utilizzare una simile scusa per rinunciare ad essere il consulente di fiducia dei loro clienti. Le aziende si sposteranno comunque verso il cloud, indipendentemente da dove otterranno il supporto necessario e se i partner non possono o non vogliono assecondare lo sforzo di migrazione, rischiano di perdere il loro cliente a vantaggio di un concorrente. Questa è un’altra area in cui i distributori possono dare un contributo fondamentale, i partner infatti possono usufruire delle competenze tecniche acquisite in questi anni dal distributore per aiutare a pianificare, eseguire e gestire con successo i progetti di migrazione cloud dei loro clienti.

Creare proprie soluzioni
Offrire una soluzione unica nel mercato può essere un elemento chiave di differenziazione e a volte è proprio il distributore che consente ai partner di farlo. Fornendo l’accesso ad un portale di prodotti e servizi cloud in white label, distributori come Avnet possono aiutarli a creare soluzioni cloud originali e uniche. Una soluzione white-label permette loro di avere immediatamente una presenza cloud con il proprio marchio e il proprio“look and feel”, un vero negozio online unico e specifico per i loro clienti. Se a questo si aggiunge l’integrazione del back-end di molteplici vendor e la fatturazione consolidata, il valore per i partner appare chiaramente. Le opzioni di white-label, supportate da competenze architetturali attraverso soluzioni gestite, consentono di aggiungere valore al mercato del cloud in modo economicamente efficace ed efficiente, lanciando rapidamente sul mercato soluzioni innovative.

Mentre assistiamo ancora a una certa resistenza da parte di alcuni partner nel trasferire i loro clienti verso il cloud, sta diventando sempre più evidente che è invece necessario abbracciare il cloud per fornire ai clienti ciò che chiedono. Semplificando il processo di questa migrazione, i distributori non solo svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere l’innovazione del mercato – attraverso opzioni white-label e pacchetti di vendor integrati – ma possono anche aiutare i partner a fare un salto di qualità importante per evitare di perdere clienti.

Oltre 50.000 domini .cloud registrati

Aruba, in riferimento ai dati pubblicati dal Registro (.Cloud Registry), annuncia che a tre mesi dalla disponibilità del nuovo dominio “.cloud”, sono oltre 50.000 le registrazioni che sono state fatte in tutto il mondo, con l’Italia al secondo posto – con il 13% sul totale – dopo gli USA per il maggior numero di richieste.

Ulteriori dati di interesse rilasciati dal Registro mostrano come a Stati Uniti (23%) ed Italia (13%) facciano seguito le richieste provenienti da Canada (12%), Cina (11%) e Germania (8%). A conferma dell’interesse verso il cloud come trend globale, le registrazioni sono pervenute da oltre 130 paesi, e sono riconfermati i mercati emergenti quali India, Brasile, Iran e Kazakistan.

Tra coloro che hanno attivato il dominio .cloud, si segnalano principalmente cloud e hosting provider, consulenti IT, blogger, eCommerce, startup ma anche molti siti aziendali e tanti privati.

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“SDDC on demand” da OVH con VMware

OVH è in grado di offrire datacenter virtuali “on demand” grazie alla partnership strategica con VMware.

Per migliorare la competitività e la capacità di innovazione, tutte le aziende hanno l’esigenza di ridurre i costi delle risorse IT e aumentare agilità, performance e flessibilità. Per affrontare al meglio queste sfide, OVH lancia oggi l’offerta di “Software Defined Datacenter on demand”, una generazione di datacenter virtuali intelligenti totalmente dedicata e automatizzata.

Il Cloud ha conquistato in pochi anni quasi tutti i settori di mercato, grazie a infrastrutture scalabili, veloci e evolutive. Per le aziende ora è il momento di cambiare direzione e di rendere l’implementazione e la configurazione della propria rete, molto più rapide.

In quest’ottica, a fronte delle richieste emergenti del mercato, il Dedicated Cloud continua a evolversi integrando la piattaforma di virtualizzazione di rete NSX® sviluppata da VMware. NSX permetterà ai responsabili IT di implementare in pochi click tutte le componenti di rete necessarie a costruire piattaforme (Firewall, Load Balancer, reti private, ecc…) e di definire le policy di sicurezza, direttamente dall’interfaccia vSphere.

L’esigenza di performance sempre più elevate non si arresta mai: le aziende, infatti, hanno necessità di accedere ai dati in lettura e scrittura con tempi di latenza minimi. I Datastore disponibili ad oggi mostrano spesso limiti in caso di alto numero di richieste, soprattutto con database di grandi dimensioni. OVH completa la propria offerta con host dedicati che utilizzano la tecnologia di Software Defined Storage vSAN All Flash, composta esclusivamente da dischi SSD. La tecnologia vSAN utilizza i dischi locali di ogni host, riducendo la latenza praticamente a zero e aumentandone le performance. Ogni host utilizza esclusivamente dischi SSD, 2 di cache e 2 per lo storage, configurati in RAID 0 sull’host e in RAID 1 su un altro cluster. In questo modo, le funzionalità vMotion, DRS e Fault Tolerance restano operative su tutta l’infrastruttura Dedicated Cloud.

L’integrazione di vROPS, inoltre, rende più semplice la gestione e la manutenzione dell’infrastruttura. I clienti avranno così una visione d’insieme aggiornata in tempo reale e potranno analizzare l’evoluzione del carico.

Le aziende possono affidarsi al Dedicated Cloud per esternalizzare totalmente o in parte le proprie infrastrutture nei datacenter OVH e, grazie alle certificazioni PCI-DSS, ISO 27001, SOC 1 e SOC 2 tipo II, hanno la garanzia di una sicurezza ottimale. I professionisti continueranno a utilizzare le stesse tecnologie VMware già in uso anche per la gestione della propria infrastruttura Dedicated Cloud. Con l’integrazione di soluzioni complementari come il Dedicated Connect, le aziende possono costruire il proprio Cloud ibrido privato, grazie a una connessione dedicata tra le infrastrutture interne e i datacenter OVH.

 

Cynny Space green: il cloud object storage ecologico

Cynny Space ha da poco lanciato sul mercato la propria soluzione ecologica di cloud storage che consente un consumo energetico di tre volte inferiore rispetto alla tecnologia tradizionale.

In un mercato in cui la domanda legata allo storage è sempre più elevata – in Europa vale 10 miliardi di euro ed arriverà a triplicarsi entro i prossimi tre anni – diventa sempre più importante porre l’accento sull’impatto che tale tecnologia ha sull’ambiente. Il cloud storage richiede server attivi 24 ore su 24, che generano calore e necessitano di elettricità per la loro alimentazione ed il raffreddamento. Questo implica un dispendio di energia considerevole, basti pensare che le previsioni dell’Unione Europea stimano che il consumo di energia elettrica dei data center in Europa aumenterà circa del 40%, raggiungendo i 100 TW/h entro il 2020 .

Per tale motivo, Cynny Space ha puntato sull’efficienza energetica e lo ha fatto attraverso l’uso innovativo della tecnologia ARM®, la stessa utilizzata dagli smartphone e dai dispositivi IoT, con cui alimenta i propri micro-server (i più piccoli al mondo, disegnati internamente dall’azienda): un server comune consuma tra i 60 e 100 W, mentre il micro-server di Cynny Space consuma 1,7W a pieno carico. La tecnologia di Cynny Space consente un consumo di soli 0,004 W per ogni GB gestito, inferiore anche a quello che serve per accendere il proprio smartphone.

Concretamente, ogni Terabyte gestito con il cloud storage eco-sostenibile di Cynny Space riduce le emissioni di CO2 di 74,8 Kg all’anno rispetto alle tecnologie tradizionali di storage. Questa riduzione equivale alla quantità di CO2 assorbibile da 3 alberi adulti in un anno. In più, i micro server di Cynny Space generano meno calore, riducendo il consumo energetico per il raffreddamento dei data center.

Ma l’idea di sostenibilità di Cynny Space si spinge oltre; infatti grazie alla tecnologia innovativa su cui si fonda, il rack può essere alimentato con l’equivalente di due spine normali da utilizzo domestico. Di conseguenza, i data center non devono incrementare l’infrastruttura per gestire la sempre maggiore richiesta di energia.

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La sicurezza dei dati e le soluzioni cloud: le priorità degli investimenti IT europei

Quest’anno la sicurezza dei dati (54%) e le nuove soluzioni cloud-based (52%) sono le aree chiave di investimento delle divisioni IT in Europa è quanto emerge da nuova ricerca pan-europea che ha coinvolto 400 responsabili IT senior di aziende di medie e grandi dimensioni.

Questa ricerca, commissionata da Toshiba in collaborazione con ICM Unlimited, società di ricerca indipendente, ha evidenziato le sfide che i responsabili IT devono affrontare anche a causa della sempre maggiore diffusione dei dispositivi mobile e dell’Internet of Things, e come queste tendenze stanno guidando le nuove e sempre maggiori aspettative sia dei dipendenti sia del management. Si va dalla gestione degli aggiornamenti software – considerata la sfida più importante per gli intervistati di UK (36%) e Germania (39%) che gestiscono dispositivi multipli su vasta scala – fino alla protezione del proprio business dalle minacce alla sicurezza, dovute al proliferare dei dispositivi in azienda.

Dal momento che si registrano sempre più dispositivi in grado di connettersi ai dati aziendali, con il 62% dei dipendenti in tutti i mercati che utilizza dispositivi personali, compresi smartphone (42%) e tablet (31%) per lavorare da remoto, le aziende stanno giustamente considerando la sicurezza come una priorità.

Inoltre, i risultati mostrano che molte minacce alla sicurezza IT stanno portando le aziende a eseguire frequenti revisioni: il 60% delle imprese intervistate rivede la propria strategia di sicurezza almeno una volta all’anno. Ad esempio, un responsabile IT senior su cinque in UK e Germania considera gli attacchi informatici dall’esterno come il principale rischio per la sicurezza aziendale, mentre i virus sono la prima causa di preoccupazione in Francia (22%).

Per garantire il giusto equilibrio tra la sicurezza e la possibilità di consentire al personale l’utilizzo di dispositivi di propria scelta, i responsabili degli acquisti IT giocano un ruolo fondamentale. La scarsa autonomia della batteria (41%) è una delle principali lamentele che devono affrontare i responsabili IT senior, dimostrando che le aziende devono concentrasi sull’investimento in dispositivi realizzati pensando alle esigenze delle aziende, come il Portégé Z20t-C di Toshiba che offre fino a 17 ore di durata della batteria.

Le soluzioni cloud sono un’altra priorità di investimento, aiutando le aziende a rimanere in davanti rispetto alla concorrenza dal momento che semplificano la gestione di dati, documenti e applicazioni che i dipendenti utilizzano sui propri dispositivi. Grazie al cloud computing, le aziende possono utilizzare l’IT on demand, permettendo di aumentare o ridimensionare la dotazione tecnologia in base alla crescita del business.

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e-Commerce: trend di crescita a doppia cifra grazie all’offerta Cloud

Dionigi Faccenda, direttore Sales&Marketing, OVHIn netta controtendenza rispetto a un’economia che tarda a ripartire, con i consumi “tradizionali” in affanno, l’e-Commerce prosegue la propria corsa con un trend di crescita a doppia cifra, trainato dallo sviluppo di tecnologie innovative, dalla diffusione di massa di device mobile e dall’aumento della fiducia dei consumatori nei confronti del web.

Un mercato che in Italia vale 16,6 Miliardi di Euro, in rialzo del 16% nell’arco di 12 mesi, come emerso dall’anticipazione dell’indagine dell’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm-School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui, gli acquirenti online sono 17,7 Milioni, con una spesa media di 950,00€ in un anno. A promuovere il comparto sono il turismo (+14%), l’informatica e l’elettronica di consumo (+21%), l’abbigliamento (+19%) e l’editoria (+31%). I segmenti emergenti sono il Food&Grocery, l’Arredamento&Home Living e la cosmetica. L’e-Commerce mobile sta prendendo sempre più il sopravvento nella vita quotidiana dei consumatori, che effettuano gran parte delle loro ricerche dal cellulare, ricercando e confrontando i migliori prodotti al prezzo più vantaggioso.

Uno dei prodotti di punta di OVH è rappresentato dall’Hosting Web. Sviluppato e ottimizzato in collaborazione al team di Prestashop, rappresenta una soluzione per l’e-Commerce altamente personalizzabile e facile da configurare. Elevate performance al miglior rapporto qualità/prezzo, assicurate dalla possibilità di accrescere, in meno di un’ora, la capacità di potenza e far fronte a improvvisi picchi di traffico, mantenendo la qualità del servizio ai livelli di massima efficienza, pagando solo per il reale consumo effettuato.

Il Dedicated e il Public Cloud di OVH costituiscono due ulteriori servizi a disposizione degli operatori del settore per supportare i picchi di carico stagionali. Entrambi si caratterizzano per la facilità di utilizzo che consente al Cliente di gestire, in modo semplice e trasparente, il proprio sito e-Commerce, con grandi vantaggi in termini di scalabilità, reversibilità e flessibilità. La possibilità di aumentare o diminuire le risorse a disposizione in soli 5 minuti, garantisce un investimento sempre commisurato alle reali necessità del proprio business.

L’offerta si completa con i Server Dedicati OVH: al crescere del traffico su un sito, il passaggio da Hosting Web a Server Dedicato diviene quasi indispensabile. Da una banda garantita da 250 a 500Mbps, per upload e download illimitati di flussi di dati, i Server Dedicati OVH permettono di aumentarla fino a 1Gbps, per gestire gli aumenti di traffico, eliminando tempi di latenza nella navigazione del sito.

Proteggere i dati e il cloud ibrido

I servizi di cloud sono in grado di fornire livelli di flessibilità e scalabilità senza precedenti, consentendo al contempo di risparmiare sull’hardware e su altri costi associati a soluzioni on-premises.

Ma il backup e l’archiviazione dei dati nel cloud presenta le sue sfide, soprattutto per le aziende che non dispongono di uno staff IT numeroso. In genere i dati rappresentano il bene principale di un’azienda, per questo devono essere protetti da disastri, perdite o furti. Nell’economia real-time digitale, i dati devono inoltre essere facilmente accessibili – al personale autorizzato – per consentire ai dipendenti di essere produttivi e servire meglio i clienti come parte delle odierne attività altamente digitali.

Le aziende di qualunque dimensione archiviano i propri dati in più luoghi – il centro dati interno, server fisici e virtuali, archivi off-site, cloud storage (spesso con più fornitori), computer collegati in rete, dispositivi e applicazioni mobili e account cloud dei dipendenti come Dropbox. Non solo: le aziende elaborano sempre di più un ampio range di carichi di lavoro in ambienti misti, inclusi applicazioni fisiche e virtuali e dispositivi mobili.

Per i professionisti IT che gestiscono le reti di piccole e medie imprese, tentare di gestire e mettere al sicuro i dati in più luoghi utilizzando soluzioni multiple-point può trasformarsi velocemente in un incubo frustrante che porta via molto tempo.

Senza una piattaforma singola di facile utilizzo in grado di offrire un maggiore controllo e una gestione unificata, il settore IT avrà difficoltà a soddisfare i requisiti dell’azienda in relazione alla protezione base dei dati. In caso di incendio, alluvione, interruzione prolungata dei servizi di rete o violazioni della sicurezza di grave entità, un backup e una protezione inadeguati dei dati possono causare il fallimento di un’azienda che non sia in grado di recuperare o ripristinare velocemente il funzionamento dei sistemi IT.

Il solo utilizzo del backup su cloud può complicare l’accesso ai dati, la protezione e il backup dei dati poiché questi vengono archiviati in un sito remoto gestito da terzi e collegato tramite una rete. In caso di interruzione della rete i dati risultano inaccessibili, a meno che non siano stati salvati on-premises, in un centro dati o in qualche altro archivio locale come un dispositivo o la postazione di lavoro di un dipendente. Inoltre, un’azienda che utilizza solo l’archiviazione su cloud si affida in gran parte ad una terza parte che protegge fisicamente i suoi dati. I Service Level Agreement possono specificare livelli di protezione dati e uptime del cloud promessi, ma difficilmente questi sono garantiti.

Per garantire la totale protezione dei dati archiviati in più luoghi localmente e in remoto, le aziende necessitano di una soluzione dati hybrid cloud in grado di copiare i dati da e su diversi deployment cloud, sia in siti locali che remoti, PC e server virtuali. Effettuando il backup automatico in più luoghi, le aziende possono salvaguardare i loro preziosi dati fornendo al contempo un accesso sicuro a dipendenti, partner, clienti e applicazioni.

Una piattaforma completa per la protezione dei dati deve assicurare alla vostra attività un’efficace protezione contro qualunque tipo di minaccia di perdita di dati, che si tratti di:
· un backup locale per un PDF o un foglio di lavoro accidentalmente cancellato da un dipendente
· una connessione persa al fornitore di servizi Internet che ospita o gestisce il vostro sito web
· il cloud recovery di un intero database a seguito di un’alluvione presso la sede centrale di un’azienda
Sicurezza, protezione e privacy

Il backup dei dati per proteggerli da incidenti, negligenza dell’utente e disastri naturali è essenziale nel mercato moderno, altamente digitale e mobile. Così come è essenziale garantire la sicurezza, la protezione e la privacy dei dati mentre questi passano dalla app mobile di un cliente ad un cloud server e ad un server virtuale nel centro dati dell’azienda, per poi tornare all’inizio della catena.

Una protezione dati efficace comprende anche la protezione delle identità delle persone (come clienti o dipendenti) associate ai dati della propria azienda. Questo può essere effettuato archiviando le informazioni su proprietà separatamente dai dati rilevanti, impedendo così ad un hacker di collegare dati bancari o finanziari ad un nome. In molti casi, la protezione dei dati implica anche la garanzia che l’azienda soddisfi gli standard di privacy e conformità dei dati. (Questo è un tema centrale per le assicurazioni sanitarie, le quali sono chiamate a soddisfare requisiti di privacy dei dati dei pazienti nazionali.)

Partendo dall’esigenza di una singola piattaforma di gestione di facile utilizzo per la protezione dei dati in un ambiente cloud ibrido, Acronis ha sviluppato una piattaforma unificata di protezione hybrid cloud dei dati, che offre una soluzione facile, completa e conveniente per la protezione del patrimonio digitale, informativo e intellettuale.

La piattaforma di protezione dati hybrid cloud di Acronis utilizza una singola dashboard unificata, che consente ai responsabili IT di gestire operazioni di backup e ripristino per macchine fisiche e virtuali on-premises, in un ambiente remoto o nel cloud. Fra le caratteristiche di questa piattaforma unificata di Acronis vi sono:
· Protezione completa garantita da backup, cloud storage, disaster recovery e sincronizzazione e condivisione di file
· Supporto per qualunque carico di lavoro attraverso applicazioni virtuali, fisiche e ambienti mobili – inclusi Amazon Web Services, Microsoft Azure e Microsoft Exchange
· Supporto per qualunque archiviazione su cloud, disco fisso, nastro, Network Attached Storage (NAS) e Storage Area Network (SAN) – inclusi Acronis, Amazon Web Services, Microsoft Azure e altri ancora.

PureCloud Engage per Salesforce

salesforce PC screen popInteractive Intelligence Group ha reso disponibile PureCloud Engage℠ per Salesforce su Salesforce AppExchange, dando alle imprese la possibilità di connettersi con clienti, partner e impiegati in un modo completamente nuovo.
Interactive Intelligence è un fornitore globale di servizi cloud per il customer engagement, le comunicazioni e la collaborazione progettati per aiutare le aziende di tutto il mondo a migliorare i servizi, aumentare la produttività e ridurre i costi.
PureCloud Engage℠ è distribuito attraverso la piattaforma PureCloud℠ di Interactive Intelligence, l’ultima soluzione cloud dell’azienda, progettata come un insieme di microservice indipendenti e con bilanciamento di carico basato sugli Amazon Web Services. La piattaforma PureCloud℠ offre il più completo set di servizi progettati per garantire risultati di business di successo per le organizzazioni di ogni tipo e dimensione.
PureCloud Engage℠ per Salesforce di Interactive Intelligence offre le seguenti funzionalità:
• Schermate pop-up guidate da regole: Dati dell’utente, come l’ID chiamante, il numero chiamato (DNIS), case number e indirizzo email, guidano finestre pop-up dei contatti associati a Salesforce, per generare o personalizzare un servizio più veloce ed efficiente.
• Controlli di gestione dell’interazione embedded: La capacità di gestire, monitorare e accodare le chiamate, le email, web chat e callback dall’interno dell’interfaccia Salesforce consentono un incremento della produttività.
• Presence Management : Offre una serie di impostazioni di presence e stato in tempo reale per migliorare la collaborazione.
• Reporting unificato: L’interaction reporting integrato con Salesforce permette una migliore comprensione della performance , l’incremento della produttività, e migliora la coerenza e l’accuratezza dei dati.

Interoute apre un Virtual Data Centre (VDC) ad Istanbul

Interoute ha esteso la propria piattaforma di networked cloud in Asia grazie all’apertura di un Virtual Data Center (VDC) a Istanbul. Il cloud globale integrato e la piattaforma di rete di Interoute è ora disponibile in 15 sedi distribuite in 3 diversi continenti. Il nuovo nodo di Istanbul dimostra ulteriormente la continua espansione della piattaforma cloud di Interoute, rendendolo l’unico provider ad offrire in Turchia un cloud locale connesso, tramite un’unica piattaforma, agli altri nodi globali presenti nel resto di Europa, Asia e Nord America.

Questo nuovo nodo in Turchia offre alle aziende europee l’opportunità di accedere a nuovi utenti e di sviluppare la propria attività nel dinamico business hub di Istanbul, mentre le imprese del Medio Oriente e i mercati occidentali dell’Asia Meridionale possono facilmente raggiungere nuovi clienti grazie alla bassa latenza e al throughput elevato garantito dal networked cloud di Interoute. Il nuovo Virtual Data Center offre, inoltre, alle imprese locali ad Istanbul un’alternativa ad altri cloud provider i cui nodi sono unicamente negli Stati Uniti o in Europa Occidentale. Questa vicinanza consente di ospitare le applicazioni dove sono realmente gli utenti, senza la necessità di trasferire i dati a migliaia di chilometri di distanza per l’elaborazione.

 

Il VDC di Interoute è un networked cloud che offre sia servizi di cloud pubblico che di cloud privato, realizzati all’interno della vasta rete di nuova generazione di Interoute. Le performance sono ottimizzate poiché i dati sono instradati all’interno della dorsale globale, garantendo livelli di latenza tra i più bassi del mercato[1]. La piattaforma supporta i dati, i software e i servizi digitali affiancando i sistemi legacy dei clienti, per abilitare la digital transformation e la creazione di servizi per le imprese.